Rubrica

Rubrica inerente alla circumvesuviana

  • Rubrica fotografica “Le stazioni della Circumvesuviana” – San Vitaliano

    La Stazione di San Vitaliano. La settimana scorsa abbiamo inagurato su facebook la Rubrica fotografica “le stazioni della Circumvesuviana” . Abbiamo iniziato con la stazione di San Vitaliano ed abbiamo posto alle persone questa domanda:Cosa ne pensi di questa stazione? Ecco alcuni dei commenti ricevuti sui social che purtroppo non sono positivi “Le scale mobili sono state ripristinate? Ci manco da alcuni anni ed erano un disastro”“Discarica dei preservativi o delle siringhe dovrebbe chiamarsi, non stazione”“Abbandonata da anni, tristezza assoluta, è uno schifo”“Un oasi in un deserto….non ci sono autobus per entrare in centro….in parte distrutta ed abbandonata a se stessa..” Curiosità Nel 2014 la stazione viene scelta come set per alcune scene della serie televisiva Gomorra.[1]A partire dal 2015 è stato ufficialmente soppresso il servizio di biglietteria a sportello.[2] Wikipedia Località San Vitaliano Coordinate 40°55′06.2″N 14°28′23.92″ECoordinate: 40°55′06.2″N 14°28′23.92″E (Mappa) Linee Ferrovia Napoli-Nola-Baiano

  • Vesuviana treni affollatissimi per andare a Sorrento

    Treni della vesuviana affollatissimi – foto Lo scenario riscontrato nell’ ultima domenica di giugno, a bordo della Vesuviana è stato il seguente: Molte segnalazioni ci sono giunte dalle nostre pagine Facebook ed Instagram dove si segnalava che i treni erano “pienissimi” e molte persone senza la mascherina. Uno dei principali motivi dell’affollamento dei treni sembra essere stato il taglio delle corse il weekend da napoli verso Sorrento, ovvero per giungere alla destinazione marittima bisogna prendere il treno per Poggiomarino ed eseguire un cambio. Informazioni più dettagliate sono disponibili sul sito dell’EAV.

  • Trasporti e le regole covid-19

    Trasporti e le regole covid-19 – Circumvesuviana L’emergenza sanitaria provocata dalla pericolosità dei numerosi contagi da COVID-19, è stata la causa di inevitabili cambiamenti a garanzia della tutela della salute e del distanziamento sociale. Per svolgere quelle che erano ritenute attività consuete, in società è necessario mantenere la distanza di sicurezza, indossare la mascherina e sottoporsi alla misurazione della temperatura corporea all’ingresso di attività commerciali e luoghi comuni. In relazione alle misure precauzionali anche gli spostamenti tramite i mezzi pubblici sono stati ridimensionati e regolamentati dall’allegato 14 del DPCM 17 maggio 2020.  Le misure cautelari dirette al contenimento del rischio contagio da COVID-19 sono state motivo di disagio, in particolare, per soggetti affetti dal disturbo dello spettro autistico. L’autismo rientra tra le sindromi di alterazione globale dello sviluppo psicologico.La comunicazione, l’interazione sociale e l’immaginazione rappresentano, generalmente, le tre aree maggiormente compromesse. Disturbo dell’umore, comportamenti ed attività stereotipate rappresentano ulteriori caratteristiche dell’autismo. Viste le peculiarità di tale disturbo, molte sono le difficoltà che un soggetto autistico vive in relazione alle misure di contenimento espresse nei decreti regolamentari. A Napoli, un bambino autistico di 7 anni per recarsi dal medico accompagnato dalla madre, in metropolitana è stato costretto a dover rispettare la fila senza diritto alla precedenza. Quest’episodio denuncia la totale mancanza di buon senso nei confronti di un bambino autistico.Concedergli la precedenza non avrebbe recato alcun danno al contesto, del quale, invece, non si può dire lo stesso, in quanto è stato imposto ad un bambino autistico di 7 anni un drastico cambiamento ed una costrizione che non ha potuto non rappresentare un vero e proprio disagio.    Erroneamente non viene considerato il malessere che genera l’introduzione di una drastica modifica delle abitudini in un soggetto autistico, per cui le restrizioni dovute al COVID-19 sono motivo di disagio. Il contesto sociale, fornendo il proprio supporto, dovrebbe contribuire al benessere personale di un soggetto in condizione di disabilità.  Al fine di contribuire positivamente nell’elaborazione e nel vissuto di tale periodo storico di un soggetto disabile, andrebbero associati buon senso e ragionevolezza alle normative cautelari previste. Emma Saraiello

  • Fotografia Oscar centro

    Il trasporto pubblico

    Il trasporto pubblico è un servizio nato per tutti, atto a garantire lo spostamento autonomo di ogni cittadino senza escludere coloro i quali vivono in una condizione di disabilità. Il concetto di inclusione promuove la partecipazione attiva delle persone con disabilità alla vita sociale, i nostri trasporti dovrebbero porre una lente su quest’aspetto. Lo scopo del seguente testo è quello di spostare la propria visuale e guardare al trasporto con gli occhi della disabilità al fine di garantire la qualità ed afficacia del servizio. Proviamo per un momento ad ampliare i nostri orizzonti, al di là della nostra regione, restando nel sud Italia, a Bari una ragazza di nome Mariapia racconta che la sua città  garantisce ottime opportunità di autonomia, attraverso la linea di trasporto pubblico urbano.-M.:“Il taxi solidale riservato ai diversamente abili, garantisce maggiore efficacia, anche per la gestione flessibile delle corse”.Quando le è stato chiesto cosa suscitasse in lei l’idea di doversi spostare in autonomia, attraverso il trasporto pubblico, ha rispoto con parole che hanno trasmesso un grande senso di serenità: “Gli spostamenti in autonomia in me, suscitano un sentimento di libertà, piena ed inclusiva”. Libertà, è questa la parola chiave che sta alla base del trasporto pubblico in cui essa si incarna nella consapevolezza di poter arrivare ovunque e le condizioni fisiche non determinano, o in qualche modo influenzano, il viaggio. La nostra città, seppur a rilento garantisce questa libertà, ma limitatamente.Molte sono le lamentele per la presenza di pullman senza apposite pedane che permettano la salita della carrozzina. Affinchè una persona con disabilità fisica possa usufruire del pullman in carrozzina è necessaria una prenotazione 24 h prima del viaggio. Sistema che va a limitare la libertà personale e l’uguaglianza. Non si tratta di diritti dei diversamente abili, ma di diritti umani, non c’è classificazione o distinzione la libertà è data dall’uguaglianza. Il sistema del trasporto dovrebbe essere pronto ad accogliere e trasportare un diversamente abile in ogni momento, è la città che deve adattarsi alle esigenze della persona in condizione di disabilità e non viceversa.  Infine, Mariapia interviene proponendo un’idea innovativa, che andrebbe presa in considerazione da ogni città e da chi di dovere: -M:”Ci sarebbe ancora molto da fare affinchè il trasporto sia effettivamente fruibile da tutti i cittadini, soprattutto i diversamente abili, potremmo iniziare dal rendere tutte le stazioni e biglietterie accessibili anche attraverso le app e le tecnologie avanzate”Continua:”Il trasporto influisce negativamente sul principio di inclusione nella misura in cui, sono costretta da passeggero a chiedere assistenza agli operatori per salire/scendere a differenza dei passeggeri non disabili.  E’ necessario quindi rendere agevole e automatizzato l’uso delle pedane”. di Emma Saraiello

  • Fotografia circumvesuviana Napoli Garibaldi

    Come costruire una fake news

    Come costruire una fake news – Articolo di Antonio Mazzella Andiamo subito al titolo ma è doverosa una fondamentale premessa : EAV ha problemi che non verranno risolti nel breve/medio termine; sono problemi che arrivano da lontano e, tutti o quasi, essenzialmente riconducibili ad una cronica mancanza di fondi al settore TPL, sono gli stessi problemi di cui soffrono gran parte delle aziende di TPL italiano, con picchi di una certa gravità al sud in quanto territorio meno ricco e con meno possibilità di stanziare risorse aggiuntive al Fondo Nazionale Trasporti (FNT) rispetto alle regioni del nord. A beneficio di chi non conosce i meccanismi di finanziamento del TPL, molto sommariamente, è utile sapere che il FNT copre, mediamente, tra il 65% ed il 70% dei costi, la restante parte viene coperta da fondi regionali e ricavi da traffico.Con ciò non voglio creare alibi a nessuno, tanto è che non escludo che vi possano essere errori nella gestione di una azienda così grande e complessa nonché estesa su tutto il territorio regionale anche da parte dell’attuale gestione, ma si sa chi non opera non sbaglia, l’importante è essere pronti al dialogo, laddove esso è costruttivo e ricercatore di soluzioni, attuare gli eventuali provvedimenti correttivi attraverso una fase preliminare di studio ed analisi del problema. Veniamo a noi : ieri è circolato un filmato delle telecamere interne EAV in cui, a colpo d’occhio, sembrava vi fosse una folla eccessiva che fuoriusciva da un convoglio EAV arrivato nella stazione di Montesanto. L’abilità di chi vuole diffondere una “fake news” consiste in quella di riprendere parti di discorso estrapolate da un contesto generale e/o immagini fotografiche o video che rappresentano una verità distorta perché non completa e diffondere queste informazioni a mitragliatrice, sui social, ai media online, televisivi e carta stampata, accompagnando il tutto con la “SUA” verità, quella “soggettiva” che in quel momento gli fa comodo per ragioni politiche, di propaganda, personali, sindacali, una specie di agit prop all’amatriciana e de noantri usato però nella sua accezione negativa e grottesca, questo perché anche la diffusione di idee e principi attraverso la propaganda ha una sua valenza, l’importante che venga fatto con la massima onestà intellettuale e con spirito libero e critico, ma, soprattutto, con dati certi, matematici, statistici, numerici, frutto di sondaggi, insomma che ci sia qualcosa di palpabile alla mente umana.Cosa è successo ieri a Montesanto alle 7.51?Un ETR in doppia composizione (due treni attaccati)è giunto, in perfetto orario, al suo termine di corsa al capotronco. Si sono aperte le porte ed il marciapiede stretto della stazione ha accolto i passeggeri che scendevano dal convoglio, qualcuno che si trovava davanti ai monitor aziendali ha pensato bene che quello fosse un assembramento insolito, senza verificare la precisa consistenza del numero di persone, senza verificare se qualcuno uscito da quel treno reclamava assembramenti anomali durante il viaggio, in poche parole senza verificare un emerita mazza, nonostante tutto ha diffuso ai soliti “pesce cani” i quali, essendo un attimino più strutturati per fare certe cose, hanno dato in pasto il video ai media, accompagnandolo con una verità soggettiva e costruendo sul fatto un castello di presunte violazioni, come vedremo tutte fasulle, andando vicino al procurato allarme.Il tutto per un becero ritorno in termini di visibilità mediatica perché tutto quanto accaduto non sposta di un solo millimetro gli equilibri in campo sullo scacchiere dei rapporti, ne tanto meno mette in discussione i rapporti di forza.Qualcuno, molto più bravo di me, si è preso la briga, nel pomeriggio di ieri, di effettuare un rapido conteggio delle persone che si intravedono nel video incriminato : ne ha contate 105 fino al punto in cui il filmato si interrompe. Seppure vi fossero, dopo le sagome visibili e contate, altre 135 persone ma ne dubito fortemente, saremmo stati nel pieno rispetto delle regole e vi spiego subito perché.Gli ETR della serie 400 utilizzati sulle linee flegree di EAV hanno una capienza complessiva di 92 posti a sedere e 386 posti in piedi, per un totale di 478 posti; le norme emanate per il TPL relative alla fase 2 hanno stabilito che nei mezzi di trasporto deve essere garantito il distanziamento sociale di un metro di distanza, oltre all’obbligo di mascherine e il consiglio di usare i guanti; si è appurato, attraverso calcoli ben precisi, che il rispetto delle distanze sociali riduce la capacità di qualsiasi mezzo pubblico di circa il 75%.Significa che per ogni convoglio ETR serie 400 di EAV la capacità e di 478/4=119,5, in pratica 120 persone, se si tratta di due ETR accoppiati la capacità raddoppia, come nel caso di ieri e come è successo anche stamattina. Infatti stamane noi del personale, coadiuvati anche da quadri e funzionari aziendali, abbiamo letteralmente “contato” le persone, durante il mio turno ho effettuato la partenza alle 7.32 da Licola arrivando a Montesanto con 83 persone a bordo e senza mai superare durante il viaggio il limite delle 240 persone.Il treno che precedeva il mio, il gemello di quello di ieri, è giunto a Montesanto e sono state riprese le persone in discesa dal convoglio, ho avuto modo di guardare tale filmato ed ho conteggiato per eccesso circa 190 persone, ancora al di sotto del limite dei 240 che, comunque, statene certi, verrà superato prima o poi in quanto le restizioni per il TPL sono semplicemente inapplicabili ma non solo in EAV ma ovunque e, quando il 18 maggio vi sarà la riapertura di gran parte degli esercizi commerciali al dettaglio, mantenere questi numeri a bordo, per noi che serviamo una zona commerciale come la Pignasecca,sarà impossibile.Molto meglio puntare all’uso di mascherine obbligatorie e all’attenzione di noi tutti, fermo restando che il documento INAIL relativo alla fase 2 richiede una forta differenziazione degli orari delle diverse attività, con finestre larghe di orari per evitare i picchi delle ore di punta, mi auguro che per il 18 maggio si provveda a questo e che fino ad ora non sia stato fatto proprio perché la maggioranza delle attività sono ancor chiuse....

  • La storia del treno 001 della vesuviana

    La storia del treno 001 della vesuviana – etr 001 Con l’esigenza di un’Italia volta al progresso economico ed industriale, e di conseguenza all’aumento consistente del traffico viaggiatori, la Circumvesuviana non fu da meno. Infatti, negli anni ’60 ci furono pesanti ammodernamenti della ferrovia a livello infrastrutturale, fra costruzioni di nuove stazioni e raddoppi. Non fece eccezione il materiale rotabile: era giusto mandare in “pensione” le vecchie BD. Gradualmente entrarono in servizio i primi elettrotreni nella storia della ferrovia vesuviana (all’epoca chiamata SFSM): gli FE220, di cui il primo, numerato 001, fu costruito dall’ASGEN e dalla SOFER e consegnato nel 1971. Questi etr sono costituiti da tre casse bloccate, 2 carrelli motori posti al centro, 2 carrelli portanti situati all’estremo e 2 cabine di guida, una per ogni estremità. Per l’epoca erano totalmente innovativi, potendo contare sull’incarrozzamento a raso, cioè al livello del marciapiede, riducendo i tempi di entrata/uscita dal treno, sulla capacità totale di ospitare al proprio interno fino ad un massimo di 376 passeggeri per ogni singolo etr, su 4 porte per ogni lato dell’etr e sull’accelerazione massima di 1,2 mt/s2, degno delle migliori metropolitane. Ciascun etr è lungo 40 mt e consente l’accoppiamento fino a 3 etr, formando convogli lunghi fino a 120 mt. All’epoca era prevista anche la prima classe, formata da 16 posti simil-divanetto con imbottimento in plastica. Con una velocità massima di 90 km/h e il maggior confort di viaggio, senza dimenticare la maggiore velocità di incarrozzamento, fu possibile aumentare l’offerta di servizi e diminuire il tempo di percorrenza, potendo contare su una maggiore velocità commerciale. Successivamente, fu eliminata la distinzione fra prima e seconda classe, e tutti i posti a sedere erano formati dai classici sediolini di plastica tutt’ora presenti. Dopo un periodo di pre-esercizio e di formazione del personale, lo 001 entrò in servizio percorrendo i binari intorno al Vesuvio per 42 anni, fino a fine febbraio 2013, quando a seguito di un grave guasto fu fermato definitivamente, dato che fu ritenuta la riparazione non conveniente dal punto di vista economico. Piazzato fuori l’officina di S. Giovanni, fu cannibalizzato, donando pezzi di ricambio agli altri fratelli ancora oggi in servizio. Non si sa se per caso o per scelta, con l’inizio delle demolizioni il primo etr ad andarsene fu proprio lo 001, a marzo 2019, dopo 48 anni di vita se ne è andato definitivamente dai cancelli di S. Giovanni, da dove entrò come novità assoluta nel lontano 1971. Fotografie etr 001

  • Somewhere over the window

    Cosa vorresti dalla Vesuviana per Natale?

    Cosa vorresti dalla Vesuviana per Natale? – sondaggio instragram Nel periodo di Natale siamo tutti più buoni e speriamo che lo sia anche la Vesuviana. Tuttavia noi pendolari abbiamo idee diverse su cosa vorremmo dalla vesuviana per Natale, ecco alcune delle vostre risposte ricevute da Instagram Desidieri poco probabili “Il Treno Puntuale” “Che passi”“Che passasse in orario” Desideri romantici “Ritrovare il ragazzo del 30 Novembre”“Innamorarmi in vesuviana” Desideri utopistici “Più sediolini nel treno nuovo”“Tutti con il biglietto”“Che mi controllassero il biglietto”

  • Episodio disgustoso viaggiando con la vesuviana

    Episodio disgustoso viaggiando con la vesuviana – Anno 2001 Una storia vera del lontano 2001/2002 raccontata da un ragazzo quando la vesuviana non era ancora la peggior ferrovia d’Italia. “Mentre tornavo dall’università avevo fatto un esame difficile e avevo preso 30 e lode, salgo sul treno per Baiano (dovevo scendere a Pomigliano) con il mio pacchetto di sfogliatelle (volevo festeggiare a casa con mia mamma) un ragazzo seduto accanto a me all’altezza di Casalnuovo, comincia a vomitare a terra, e niente… Tornai a casa e mi sentii talmente nauseata che non mangiai nessuna delle mie sfogliatelle.” Questa la breve storia di un ragazzo che non ha potuto festeggiare il suo bel voto. La storia è stata trovata su google.

  • Murales di Toto

    La vesuviana come terapia per l’autismo

    La vesuviana come terapia – Storia di un piccolo guerriero – Intervista realizzata a Cira Amato Salutare, fare un biglietto, prendere un treno, farsi largo nel solito caos quotidiano. Eventi normali che costellano la nostra vita e ai quali ormai non facciamo più caso. Eppure, ci sono persone per le quali anche un semplice saluto implica uno sforzo enorme per vincere quella sensazione di disagio e di chiusura verso l’esterno. E spesso, quando quello sforzo non arriva, c’è bisogno di tutto l’amore, il tempo e l’abnegazione incondizionata di chi sta loro intorno. Persone che vivono nel nostro stesso tempo e spazio ma che non sembrano essere davvero con noi, immersi come sono in un mondo parallelo ai quali ci è precluso l’accesso. E per le quali un viaggio in Vesuviana sembrano una follia: come potrebbe un bambino autistico sopportare e vincere la giungla e la maleducazione della nostra Circumvesuviana? La risposta sta nel coraggio e nella forza di volontà di Cira, sarta di Torre del Greco Centro, che non ha esitato di fronte alla prospettiva di utilizzare la Vesuviana, nonostante tutte i problemi e le difficoltà del servizio, per raggiungere un centro medico del Vomero specializzato nel migliorare le capacità comunicative e relazionali del suo splendido ed intelligentissimo figlio Michele, di otto anni e mezzo. La storia di Cira e Michele è stata irta di difficoltà fin dalla nascita, ma il punto critico arriva intorno ai 21 mesi del bambino, quando i neurologi confermano i dubbi di Cira sul fatto che suo figlio presentasse i segni tipici dell’autismo, come una palese chiusura verso l’esterno, verso gli altri, accompagnati da una intelligenza fuori dal normale: Michele è chiuso, assente, ma allo stesso tempo impara a leggere da solo a meno di tre anni e con il pc è un portento. Tuttavia, le difficoltà relazionali non possono essere risolte soltanto dall’affetto di Cira, c’è bisogno di esperti in gamba, al Vomero. E senza una macchina, la scelta è obbligata: affidarsi alla Vesuviana e alla fantasia di Cira, che rende accettabile per Michele l’andare in treno dandogli l’idea di trovarsi in uno dei suoi amati cartoni animati o facendo leva sulla sua curiosità. In breve tempo, il viaggio da Torre del Greco a Napoli diventa un’immersione nel mondo di Winnie the Pooh; le fermate indicate all’interno diventano un modo per giocare con la sua incredibile memoria; le corse per prendere le varie coincidenze o per trovare un posto a sedere diventano delle vere e proprie gare all’ultimo respiro. E i miglioramenti sono incredibili: Michele ha acquisito più autonomia, riesce ad interagire con le altre persone, consigliandoli sulle fermate o ammonendoli per la musica troppo alta. Anzi, diventa il beniamino di tanti pendolari che condividono con lui il viaggio e i disagi del viaggio. Ovviamente le difficoltà persistono, soprattutto a causa della maleducazione e della prepotenza che sembrano andare di moda ma, ciononostante, Cira è felice e fiera del suo “piccolo guerriero” che, treno dopo treno, è sempre più aperto al mondo e agli altri. E tutto questo anche grazie alla Vesuviana.