Rubrica

Rubrica inerente alla circumvesuviana

  • compattatore-montesanto

    Se anche i treni potessero far felici come il riciclo

    Se anche i treni potessero far felici come il riciclo Se anche i treni potessero far felici come il riciclo: 200 mila bottiglie riciclate grazie all’ eco compattatore della Stazione di Montesanto a Napoli Sembrerebbe quasi vi stessimo raccontando la scena di un film, eppure è vero e accade a Napoli: in cambio di una bottiglia di plastica riciclata, si ricevono dei soldi. Una “magia” che potete provare con i vostri occhi passando per la stazione di Montesanto, dove dal Luglio 2020 è stato installato un eco compattatore che ha raccolto in sei mesi ben 200mila bottiglie. Un record inaspettato considerato che Eav, responsabile dell’iniziativa aveva come obiettivo quello di 100.000 bottiglie entro il mese di Dicembre, e ha visto invece il successo dell’idea non solo superare ma anche raddoppiare gli obiettivi stabiliti in principio. 12.000 cittadini hanno scelto quindi di compiere un piccolo gesto: riciclare le bottiglie di plastica che ci accompagnano nei nostri viaggi, rispettando l’ambiente ma contribuendo così a prendersi cura della stazione tenendola pulita, almeno cominciando dal non lasciare bottiglie di plastica ovunque in giro e ricevere così anche un piccolo compenso. Un senso di civiltà che andrebbe naturalmente esteso a largo raggio, imparando a non gettare nulla per terra, e avendo cura dei luoghi che ci accolgono, per passaggi lunghi o brevi che siano. In un post su Facebook, Eav ha commentato positivamente il risultato, condividendone la gioia e la soddisfazione con il suo pubblico: “Risultato straordinario raggiunto grazie al contributo di oltre 12.000 cittadini che hanno depositato plastica e PET da destinare alla raccolta differenziata, sottraendola alle stazioni ed allo smaltimento indifferenziato. Numeri importanti dal punto di vista della tutela ambientale, raggiunti grazie all’impegno determinante della ditta Simeone e Figli, promotori con Eav dell’iniziativa, alla collaborazione dell’Associazione Retake ed alla sponsorizzazione dei market “Flor Do Cafè”. Il segno tangibile di come la collettività, se dotata di impianti adeguati e di un’organizzazione funzionante, è orientata al cambiamento e pronta a dare il proprio contributo per la tutela dell’ambiente”. Sarebbe bello se oltre a rendere pulita e vivibile la stazione, questa stessa gioia potessimo provarla anche nel sapere di poter contare su un servizio sempre più efficiente, che mostri di avere a cuore la vita e il benessere del cittadino. Ben venga quindi un’iniziativa che renda la Campania un esempio di eco sostenibilità, magari estendendola anche ad altre stazione gradualmente, ma iniziative così rilevanti perdono tuttavia il loro pieno splendore se non accompagnate da ciò che dovrebbe venire ancora prima: la garanzia e la sicurezza di una mobilità sulla quale poter realmente contare, e che senz’altro darebbe un altro contributo in più anche al rispetto dell’ambiente, permettendoci di poter fare affidamento sui treni e non dover spropositatamente ricorrere sempre alle auto. E voi come valutate il successo dell’iniziativa? Va bene lavorare sull’eco sostenibilità o rimandare queste iniziative e concentrarsi maggiormente sull’efficienza dei trasporti?

  • Soluzione indovinello

    Soluzione indovinello Spotted Vesuviana Testo Un ragazzo abita vicino alla stazione ferroviaria di Torre Annunziata. Tale stazione ha un solo binario, sul quale passano treni diretti a Sorrento e treni diretti a Poggiomarino. Durante le vacanze estive, il ragazzo decide di praticare sport ogni giorno, ed in particolare vuole giocare a calcio e fare nuoto. Il campo da calcio si trova a Scafati, mentre la piscina è a Castellammare. Essendo indeciso su quale sport praticare, decide di affidarsi al caso, e ogni pomeriggio senza guardare l’orologio si reca in stazione e sale sul primo treno che arriva. Così facendo però, dopo alcuni giorni, si rende conto che nove volte su dieci si ritrova in piscina. Considerando che sia i treni diretti a Poggiomarino che quelli diretti a Sorrento passano con una frequenza di uno ogni 10 minuti, com’è possibile che ciò accada? Soluzione La risposta è che il treno per Poggiomarino passa un minuto prima di quello per Sorrento e quindi, arrivando casualmente in stazione, nei dieci minuti in cui passa un treno la probabilità di prendere il Sorrento è di 0.9 e il Poggiomarino 0.1 perché può prendere il Poggiomarino solo nel minuto prima che passi il Sorrento, mentre nei restanti 9 minuti passerà il Sorrento Seguici sui social e sui canali telegram

  • Stazione della circumvesuviana di san giorgio

    I cavalli russi – Cavalli di Bronzo

    San Giorgio Cavalli di Bronzo Più periferica rispetto alla stazione principale di San Giorgio a Creamano, la stazione di Cavalli di Bronzo è molto utile per chi volesse raggiungere in breve tempo e senza contribuire alla congestione cittadina la famosa Villa Bruno, una delle più importanti ville vesuviane del Miglio d’Oro ed ora anche Palazzo della Cultura Vesuviana, di cui abbiamo parlato in precedenza nel nostro articolo su San Giorgio a Cremano. Ma quali sono i cavalli di bronzo ai quali si riferisce? I cavalli di bronzo della stazione fanno riferimento alle due enormi statue equestri poste ai lati della cancellata dei giardini di Palazzo Reale. In realtà, il loro nome dovrebbe essere “Cavalli Russi”, in quanto donati dallo zar Nicola I a Ferdinando II di Borbone nel 1846 quali segno di amicizia e gratitudine per l’ospitalità ricevuta nel suo soggiorno in Sicilia e a Napoli di qualche mese prima. Spero perdonerete la piccola digressione storica, ma questo aneddoto è estremamente interessante perché ci permette di addentrarci in un periodo storico in cui Napoli e il relativo Regno delle Due Sicilie occupavano ancora un ruolo centrale nello scacchiere mediterraneo, in contrasto con la marginalità odierna. Il soggiorno della coppia reale russa, dunque, rafforzò l’amicizia tra i due regni e inaugurò un periodo di grandi e significativi scambi sia commerciali che culturali, di cui quei cavalli ne rappresentavano un mirabile ponte allegorico che avrebbe unito Napoli e San Pietroburgo per i secoli a venire e che resiste ancora oggi, dato che sul ponte Anickov, sul fiume Neva, è ancora possibile ammirare due statue equestri identiche a quelle napoletane. C’è da dire che i rapporti tra i due Stati risalivano già al 1777, ma intorno alla metà del XIX secolo diventano più fitti, in corrispondenza con la secolare ambizione russa di uno sbocco sicuro nei mari caldi del Mediterrano. L’eco di quel soggiorno, infatti, non si esaurì semplicemente in quei cavalli, ma si propagò in molteplici direzioni, alcune del tutto inaspettate: per esempio, dopo aver visitato il Real Opificio di Pietrarsa –  che, ricordiamo, fu il primo stabilimento ferroviario in Italia a produrre locomotive e materiale rotabile –  il sovrano russo volle prendere proprio la fabbrica porticese quale modello per il suo complesso ferroviario di Kronštadt. Oppure, basti pensare alle trasposizioni dei principali successi del San Carlo nei migliori teatri russi, e in generale all’influenza della cultura napoletana sul mondo letterario e artistico russo: le tele di Scedrin, Brjullov ed Orlov riuscivano a portare in Russia lo spirito e le atmosfera delle strade napoletane dell’epoca, affascinando il popolo russo: si dice che lo stesso Gogol amasse la confusione napoletana e il buon cibo, tanto che al suo ritorno in patria cucinasse per i propri ospiti gli spaghetti al dente, mentre Lenin venne in vacanza a Capri nel 1908. A proposito del buon cibo: che dire dell’importazione a Napoli del baccalà del Baltico (che Natale sarebbe senza baccalà?) e del grano duro, grazie al quale fu possibile creare quel meraviglioso tripudio di sapori che è la pastiera, l’unica cosa capace di far sorridere Maria Teresa d’Austria, “la regina che non sorrideva mai”? Addirittura, anche una delle più famose canzoni napoletane di sempre, ‘O sole mio, nacque in Russia, o meglio grazie ad un’alba sul Mar Nero, ad Odessa, che ispirò la struggente melodia di Eduardo Di Capua. I legami tra Napoli e San Pietroburgo, del resto, non furono soltanto limitati alla sfera artistico-culturale e a specifiche produzioni, ma investirono anche una dimensione politica dalle conseguenze internazionali rilevanti per la sorte dei due Stati. La guerra di Crimea che si sarebbe combattuta di lì a poco, infatti, e che vide contrapposte la Russia da un lato e una coalizione tra l’Impero ottomano, Francia, Regno Unito e Regno di Sardegna dall’altro, non vide la partecipazione del Regno delle Due Sicilie, in linea con gli antichissimi rapporti di collaborazione tra i due Regni.  Anzi, Napoli esercitò una benevole neutralità a favore di San Pietroburgo, offrendole sia i propri porti nel Mediterraneo per l’assistenza alla flotta sia di continuare i flussi commerciali nonostante l’embargo imposto dalla coalizione. Purtroppo, se la Russia ne uscì sconfitta, vedendo ridursi il proprio peso in Europa con la cessione di importanti territori di rilevanza strategica, parimenti la condotta duosiciliana non venne digerita dalla corona inglese, contribuendo fortemente (insieme all’obiettivo di eliminare un pericoloso concorrente commerciale nel Mediterraneo) alla decisione inglese di partecipare attivamente alla caduta dei Borbone tramite l’invasione dei Mille di Garibaldi. Riavvolgendo il nastro, quindi, è stupefacente come una piccola stazione possa racchiudere una tale eredità e diventare una finestra sul nostro passato: siamo circondati di Storia e storie da scoprire, basta solo avere la curiosità di indagare e cercare risposte.

  • Fotografia alessio cascone - intervista spotted vesuviana

    Alessio Cascone – intervista

    Anche oggi un altro artista ai nostri microfoni virtuali, Alessio Cascone, chitarrista. Ciao Alessio, innanzitutto complimenti per la tua bravura con la chitarra! Abbiamo ascoltato qualche tuo pezzo e il sound è notevole! Ma veniamo a noi: usi spesso la Circumvesuviana? Che linea usi di solito? A: Ciao a tutti e grazie mille per i complimenti! Si, uso spesso la Vesuviana, almeno cinque volte a settimana e prevalentemente la linea Napoli–Sorrento, tranne qualche eccezione in cui mi rifugio nel “Poggiomarino” e fare dei cambi. Da quanto tempo conosci Spotted: Vesuviana? Hai mai “spottato” o ti è mai capitato un colpo di fulmine in Circumvesuviana? A: Conosco Spotted Vesuviana da almeno un anno ma non mi è mai capitato di “spottare” … e no, nessun colpo di fulmine. Episodi divertenti durante i tuoi viaggi in Circumvesuviana? A: Si, in particolare uno che risale all’epoca in cui c’erano molti più direttissimi e quindi alcune fermate non venivano effettuate. Dovevo andare a Moregine con degli amici, quindi ci serviva un diretto, ma uno di questi, per raggiungerci, prese a sua insaputa due direttissimi, e così lo abbiamo visto due volte fare avanti e indietro dalla stazione, facendoci piegare dal ridere. Come giudichi il servizio della Circumvesuviana? Cosa faresti per migliorarla? A: Purtroppo il servizio è veramente di basso livello, dal numero delle corse allo stato dei treni, passando per la diffusa inciviltà dei suoi utenti. Gli aspetti su cui intervenire sono tanti, ma credo che, innanzitutto, bisognerebbe impedire il viaggio a chi non fa il biglietto, nel senso di rendere fisicamente inaccessibili le banchine a chi ne è sprovvisto. Sembra banale e scontato, ma non molte stazioni sono sprovviste di tornelli o controlli. Con controlli efficaci si ridurrebbe il numero di utenti e si incrementerebbero quelle entrate necessarie a finanziare la crescita del servizio. Per finire, due battute sul tema della sicurezza in Circumvesuviana. A: Questo aspetto si ricollega ovviamente alla scarsa qualità del servizio che viene erogato. Personalmente non mi è mai capitato nulla di spiacevole, ma di rapine e/o intimidazioni ne ho viste parecchie. Soprattutto in alcuni orari, siamo abbandonati a noi stessi, ci vorrebbe un addetto alla sicurezza fisicamente presente sul treno.

  • Fotografia circumvesuviana interno

    Episodio di razzismo in Circumvesuviana

    Un fan ci racconta un Episodio di razzismo in Circumvesuviana La nostra posta anonima ha ricevuto questa lettera che racconta un episodio di razzismo in circumvesuviana. Ciao vi vorrei raccontare il mio viaggio verso Baiano ed anche il ritorno a Napoli di sabato scorso. Prendo il treno per Baiano alle ore 12.20 da Porta Nolana ovviamente per “prendere i posti” sopratutto quelli non al sole. Il treno era quasi vuoto, ero nel primo vagone ultima porta. A Napoli Garibaldi entra una donna (di colore, purtroppo devo dire questo particolare per la storia) con due figli di 4 e 7 anni più o meno (molto vivaci come è giusto che siano alla loro età). Durante tutto il viaggio giocano, verso la stazione di Parco Piemonte i bambini buttano per terra tanti fazzoletti a pezzettini. Un uomo sui 30 anni (salito 2/3 stazioni) inizia ad urlare sulla donna per far alzare i fazzoletti, la donna gli risponde gentilmente che prima di scendere avrebbe pulito, l’uomo che sta per scendere continua ed inzia ad insultarla sul colore della pelle e che a loro è permesso tutto ecc ecc ecc se invece erano bambini italiani venivano rimproverati ecc ecc. Io penso vbb tutti sporcano non è questione di colore ma di educazione. Arriva la fermata della donna (l’uomo che l’ha rimproverata era già sceso) ed ordina ai figli di raccogliere tutto e lo fanno. Questa cosa mi ha meravigliato tantissimo. Arrivato a destinazione faccio le mie commissioni e poi prendo il treno per tornare a Napoli ed entro nel secondo vagone ovviamente non controllato ed erano presenti 3/4 giovani italiani che fumavano e prendevano in giro ogni persona che entravano. In conclusione non ho parole solo che il viaggio di ritorno è stato bruttissimo, forse il problema non sono solo le persone di colore inoltre i “Buoni” ed i “cattivi” non si distinguono dal colore o dalla nazionalità. Mi direte perché non ho detto niente a quei ragazzi che fumavano? Perché loro erano in 4 io ero solo e finivo “che abbuscav pur”. Inviaci tramite messaggio le tue avventure le pubblicheremo in modo anonimo.

  • Reportage Stazione di Pratola Ponte dopo circa 2 anni dal restyling

    Reportage Stazione di Pratola Ponte dopo circa 2 anni dal restyling – Settembre 2020 La stazione di Pratola Ponte è una fermata della ex lineaa Circumvesuviana adesso EAV, posta sulla linea Napoli-Nola-Baiano, all’interno del comune di Pomigliano d’Arco. Per anni tale stazione è stata abbandonata e spesso le persone erano vittime di violenze. Da circa 2 anni finalmente la stazione vive ed offre tantissimi servizi. Noi di spotted abbiamo realizzato un video ed intervistato un cittadino presente in stazione, l’Avv Mauro Panico, per raccontarvi la stazione in diretta. SPOTTED VESUVIANA Stazione di Pratola Ponte una delle migliori stazioni della Vesuviana. Station express green Pubblicato da Spotted: ‘vesuviana su Sabato 5 settembre 2020

  • Passione Circumvesuviana

    Passione circumvesuviana – fotografie La passione per la Circumvesuviana è da considerarsi come una vera e propria malattia. Scherzi a Parte molti utenti usano i treni o le stazioni come soggetti per le fotografie.

  • Viaggio in circumvesuviana Napoli Sorrento

    L’estate con la Vesuviana

    Luoghi per trascorre dei giorni d’estate con la Vesuviana come mezzo di trasporto L’arrivo del caldo fa sì che vivere a Napoli diventi un vero e proprio vanto, un privilegio. Con l’utilizzo della circumvesuviana possiamo raggiungere luoghi meravigliosi dove goderci le bellezze che ci offre la nostra terra.  Partendo dalla stazione di Napoli, ad esempio, possiamo salire sul primo treno per Sorrento disponibile (gli orari si consultano comodamente dal sito della circumvesuviana) contare le fermate e ricordarsi di scendere a quella che viene chiamata “Vico Equense.” Si tratta di una cittadina posta tra il golfo di Napoli e di Salerno, sorta su un blocco calcareo ad una altezza di 90 metri e con un affaccio mozzafiato sul mar Tirreno. Una volta usciti dalla stazione della circumvesuviana saremo accolti da una piazza piena di pullman pronti a condurci con comodità alla nostra destinazione, ma per i più temerari è possibile percorrere una discesa panoramica da cui poter osservare il mare e il cielo fondersi insieme nell’orizzonte. Alla fine di tale discesa, infatti, troviamo i primi stabilimenti balneari, tutti forniti dei migliori comfort e a prezzi competitivi, oppure possiamo raggiungere la meravigliosa spiaggia della Tartaruga.  Si tratta di una spiaggia molto piccola accessibile soltanto via mare. Le barche partono ad ogni richiesta ed il giro costa soltanto tre euro (prezzo comprensivo di andata e ritorno)! Durante il tragitto in mare sarà subito possibile notare il meraviglioso scoglio a forma di tartaruga, appunto, a cui la spiaggia deve il suo nome. La spiaggia è posta proprio sotto un costone di roccia ed il sole arriva così soltanto in tarda mattinata. Sarà comunque possibile affittare un ombrellone o sdraio chiedendo al cordiale personale che troveremo sulla spiaggia. La sabbia è la meravigliosa  sabbia vulcanica, quella nera, morbidissima e luccicante. Si tratta di un posto incantevole, poco affollato, da cui godere della tranquillità e perché no della natura selvaggia che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno e che spesso diamo per scontata. Curiosità: La spiaggia della tartaruga in passato essendo difficile da raggiungere veniva detta spiaggia dei preti i quali potevano tuffarsi senza essere visti!

  • Circumflegrea chiusa da questa mattina

    Circumflegrea chiusa da questa mattina Sul Mattino di oggi ovvero 06/07/2020 si legge quanto segue: “De Gregorio tuona: «Capistazione tutti malati, non cedo ai ricatti»” inoltre «C’è una agitazione del personale in atto – spiega a Il Mattino il presidente dell’Eav Umberto De Gregorio – chiedono più turni e di conseguenza più soldi, hanno avuto negli ultimi due anni un incremento dell retribuzione del 15% che non ha avuto nessuna azienda in Italia, io non posso cedere a questi ricatti» Per prevenire questo disagio è stato predisposto un servizio bus sostitutivo  operato dalla ditta A.M. Autoservizi Meridionali. Non ci resta che aspettare e sperare che tutto ritorni alla normalità