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A Napoli nelle stazioni metropolitane torna agli onori della cronaca la mancanza di flessibilità nella gestione dell’affluenza dei passeggeri.

Nei giorni scorsi, è stato noto che un bambino autistico di sette anni è stato costretto a dover rispettare la fila in metropolitana, ciò nonostante successivamente si sono verificati episodi analoghi.
A segnalare, ancora una volta, la necessità di buon senso è la storia di due persone con disabilità visiva, per i quali non è stata disposta alcuna precedenza durante l’attesa in fila per l’accesso in metropolitana.
Non indifferente è stato il disagio vissuto dai passeggeri ciechi, per i quali lo spostamento metropolitano è diventato motivo di turbamento angoscioso.

Nel momento in cui la normativa non prevede esplicitamente alcuna precedenza per coloro che vivono in condizione di disabilità, dovrebbe essere obbligo morale del cittadino incentivare condizioni favorevoli al benessere fisico e psicologico del soggetto in difficoltà.

Concedere la precedenza sarebbe stato un gesto nobile, non dettato necessariamente dalla legge, ma da uno stimabile senso civico e morale.
Un gesto che avrebbe rappresentato l’incontro tra individuo e società, la quale avrebbe risposto  in maniera consapevole alle esigenze personali del singolo.

Gli adempimenti comuni per il trasporto -indicati nell’allegato 14 del DPCM 17 maggio 2020–  prevedono l’obbligo ed il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale;
la frequente ed accurata sanificazione ed igienizzazione dei locali e  dei  mezzi  di trasporto; installare, ove possibile, un dosatore di soluzione idroalcolica per i passeggeri.
Infine, è indispensabile osservare tra i passeggeri la distanza di  almeno  un  metro e laddove non fosse possibile è fatto obbligo l’utilizzo dei dispositivi individuali di sicurezza.

Tuttavia, nell’ottemperanza delle suddette norme è indispensabile affidarsi all’umanità degli addetti al rispetto di esse, umanità intesa come elevata capacità di comprensione che si evolve ed identifica nel concetto di cortesia e senso civico.

di Emma Saraiello


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